Inventario delle distorsioni cognitive
Cognitive Distortions Inventory

CDI

Inventario delle distorsioni cognitive

L'Inventario delle distorsioni cognitive esplora i principali schemi di pensiero affrontati nella TCC. Ogni distorsione è valutata da cinque item distribuiti in contesti diversi, così da distinguere una tendenza cognitiva stabile da una reazione legata a una situazione particolare. Concepito come supporto all'osservazione clinica, aiuta a formulare ipotesi, orienta il colloquio e permette di mirare il lavoro di ristrutturazione cognitiva.

Numero di domande
50 domande
Durata stimata
12 minuti
Lingua
Italiano
Nome originale
Cognitive Distortions Inventory
Destinatari
Adulti
Questionario esplorativo
Questionario esplorativo

Anteprima delle 50 domande

Scoring e interpretazione

Scoring

Ragionamento emotivo13 / 20

Considerare le proprie emozioni come prova della realtà ("Lo sento, quindi deve essere vero").

Spesso implicata in: ansia e depressione (meccanismo transdiagnostico).

Doverizzazioni rigide ("dovrei" / "devo")12 / 20

Imporre a sé stessi o agli altri regole assolute, fonte di senso di colpa o di delusione.

Spesso implicata in: perfezionismo, ansia da prestazione, senso di colpa ed esaurimento.

Pensiero dicotomico (tutto o nulla)11 / 20

Percepire le situazioni in categorie estreme, senza sfumature né vie di mezzo (successo totale o fallimento totale).

Spesso implicata in: depressione, disturbi di personalità, disturbi alimentari e perfezionismo (rigidità cognitiva).

Lettura del pensiero10 / 20

Presumere di sapere che cosa pensano gli altri senza alcuna prova (per lo più a proprio svantaggio).

Spesso implicata in: ansia sociale, difficoltà relazionali, diffidenza ed evitamento.

Personalizzazione / colpevolizzazione10 / 20

Attribuirsi la responsabilità di eventi negativi che non dipendono interamente da sé.

Spesso implicata in: senso di colpa eccessivo, ansia sociale, trauma e schemi di abbandono/rifiuto.

Catastrofizzazione / anticipazione negativa9 / 20

Anticipare il peggio e amplificare la gravità o le conseguenze di un evento futuro.

Spesso implicata in: disturbi d'ansia, ansia anticipatoria, dolore cronico e ipocondria.

Etichettamento8 / 20

Definire sé stessi o gli altri con un'etichetta globale e fissa anziché in base a un comportamento specifico.

Spesso implicata in: bassa autostima, vergogna, depressione e tratti di personalità.

Filtro mentale (astrazione selettiva)7 / 20

Trattenere solo gli elementi negativi di una situazione, trascurandone gli aspetti positivi.

Spesso implicata in: depressione e ansia (bias attentivo negativo).

Squalifica del positivo7 / 20

Rifiutare attivamente o svalutare le esperienze positive, considerate poco importanti o attribuite al caso.

Spesso implicata in: depressione, bassa autostima e sindrome dell'impostore.

Ipergeneralizzazione4 / 20

Trarre una regola generale e definitiva da un singolo evento negativo ("sempre", "mai").

Spesso implicata in: depressione e disturbi d'ansia.

Al momento non sono stati stabiliti cut-off clinici o psicometrici validati per questo test. I risultati vanno quindi considerati come indicatori esplorativi, utili a supportare il colloquio clinico, e non come elementi diagnostici.

Riepilogo

Le risposte evidenziano un'elevata frequenza di pensieri autosvalutanti, una marcata focalizzazione sugli aspetti negativi a scapito dei successi e una tendenza ad attribuire le difficoltà a cause personali globali. Si osserva anche una propensione ad anticipare scenari pessimistici, a dubitare della sincerità altrui e a percepire in modo sfavorevole i giudizi sociali. Alcuni item suggeriscono una visione dicotomica di sé e delle esperienze, oltre a una vulnerabilità a sentimenti di responsabilità eccessiva e a un'autocritica marcata. Questi elementi potrebbero indicare un'autostima fragile e schemi cognitivi sfavorevoli, che possono contribuire a una percezione persistentemente negativa di sé e delle situazioni.

Ogni item è valutato su una scala di frequenza da 0 (mai) a 4 (molto spesso). Il punteggio di ciascuna distorsione indica quanto sono frequenti gli schemi di pensiero e aiuta a orientare il colloquio clinico. Più alto è il punteggio, più frequente è la distorsione cognitiva.

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    —

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  • Affidabilità percepita dei risultati

    —

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